martedì 30 agosto 2016

Non partire

Se non sai andare via, non partire.
Se non sai ritornare, non partire.
Se non sai calare con maestria sugli occhi i tuoi lucenti occhiali da sole al momento giusto, resta.
Se non hai studiato il manuale " I mille modi per deglutire", non partire.
Se non sai contare i giorni che ti separano dagli abbracci, non lo fare.
Se pensi che un sorriso valga poco più di quello di un altro, non muoverti.
Se invece sei ancora lì, con la mano sul finestrino del tuo treno, ecco.
Fai una foto al verde dei tuoi alberi e scappa.
Fai un bagno, lascia che il sale ti si incolli addosso e poi voltati.
Non indugiare. Non serve.
O serve a poco. Alle piccole penne ed alle loro confessioni.
Riempi la tua valigia senza piegare accurratamente nulla.
Metti dentro tutto quello che vuoi portare e non dimenticare di dimenicare volontariamente una cosa che vuoi ritrovare.
Lascia le tue molliche per ritrovare la strada.
Non voltarti e, se lo fai, fallo solo per sapere che quella strada lì c'è, e ci sarà sempre.
Vivi il presente ovunque tu sia, ma non aver timore dei tuoi timori.
Non raccontare questo a chiunque.
Potrebbero prenderti per matto, nostalgico, visionario, malinconico o pazzo.
Che dio non voglia che tu possa affidare le tue molliche al becco di chiunque.
Cala i tuoi occhiali, deglutisci la tua saliva e lascia le tue molliche.
Chi non lo capisce non sa.
Chi non lo capisce non potrà saperlo mai.





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